Tempo libero
Terme: come funziona il sistema termale italiano, dalla cura prescritta al weekend di benessere
Due mondi paralleli sotto lo stesso nome: le cure in convenzione e le spa del tempo libero, più che cosa promettono le classificazioni delle acque.

Ogni cittadino italiano ha diritto a un ciclo di cure termali prescritte dal medico all'anno, parzialmente rimborsato dal servizio sanitario nazionale, con solo un modesto ticket di 55 € da pagare. Questo sistema coesiste con un mondo parallelo di terme dedicate al relax, che non sono coperte dal servizio sanitario.
In Italia, il sistema termale funziona sia come servizio sanitario prescritto dal medico e parzialmente rimborsato, sia come offerta di benessere per il tempo libero. Ogni cittadino ha diritto a un ciclo di trattamenti termali all'anno a carico del Servizio Sanitario Nazionale, a condizione di avere una ricetta del proprio medico di famiglia che indichi la diagnosi e il tipo di cura convenzionata. Per questo ciclo di cure a carico del SSN, i pazienti non esenti pagano generalmente un ticket sanitario di 55 € per l'intero ciclo fino ai 65 anni di età, mentre le categorie esenti possono non pagare il ticket. Il SSN copre le cure termali per un massimo di 12 giorni all'anno, e i pazienti devono pagare l'eventuale ticket applicabile. Per accedere alle cure termali a carico del SSN, i pazienti devono ottenere una proposta-richiesta dal proprio medico di base sulla ricetta standard del SSN, che specifichi la patologia e il tipo di trattamento, e presentarla presso uno stabilimento termale accreditato con il SSN.
Diverse note cittadine termali italiane, tra cui Abano Terme, Montegrotto Terme, Chianciano Terme, Montecatini Terme, Salsomaggiore Terme, Fiuggi, Contursi Terme e Telese Terme, ospitano stabilimenti termali convenzionati per le cure a carico del SSN. Lo Stato italiano disciplina le cure termali attraverso la legislazione sanitaria nazionale, tra cui la legge 24 ottobre 2000, n. 323, che riguarda il riordino del settore termale e i criteri per la copertura dei trattamenti termali da parte del SSN. Un decreto ministeriale del 12 agosto 1992 definisce le patologie che possono trarre reale beneficio dalle cure termali e gli strumenti di controllo per prevenire gli abusi, costituendo parte del quadro normativo per i trattamenti termali rimborsati in Italia.
Le acque termali e minerali italiane sono classificate in base al residuo fisso a 180 °C in acque oligominerali (residuo non superiore a 200 mg/l), acque mediominerali (residuo compreso tra 200 mg/l e 1 g/l) e acque minerali in senso stretto (residuo superiore a 1 g/l). In Italia, le acque vengono classificate in base alla temperatura alla sorgente come acque fredde (temperatura inferiore a 20 °C), acque calde o termali (temperatura superiore a 20 °C) e, tra le acque termali, ipotermali (20–30 °C), omeotermali o semplicemente termali (30–40 °C) e ipertermali (superiori a 40 °C).
Il Ministero della Salute, tramite i propri decreti, indica le patologie che possono beneficiare delle cure termali, e gli stabilimenti termali italiani convenzionati con il SSN elencano specifici trattamenti rimborsati come fangobalneoterapia, balneoterapia, terapie inalatorie, percorsi vascolari e cure idropiniche per diverse aree patologiche. Tra queste figurano condizioni artro-reumatiche, dermatologiche, vascolari, respiratorie, otorinolaringoiatriche e gastroenteriche. La prassi italiana adotta la classificazione di Marotta e Sica per le acque minerali, che costituisce la base per l'autorizzazione all'uso delle acque minerali e si fonda su tre parametri: temperatura, residuo fisso e composizione chimica, includendo categorie quali acque sulfuree, salsobromoiodiche, radioattive, cloruro-sodiche (salse), solfate, bicarbonato, carboniche e arsenicali-ferruginose.
Gli enti turistici e locali italiani sottolineano che gli stabilimenti termali possono offrire contemporaneamente cicli di cure mediche convenzionate con il SSN e servizi termali separati di benessere e relax (come massaggi, percorsi benessere e piscine relax), con questi ultimi non coperti dal SSN e interamente a carico dell'ospite. Dal punto di vista del visitatore, interpretare le brochure e i siti web degli stabilimenti italiani richiede di individuare se una struttura sia convenzionata con il SSN, comprendere cosa implichino le «cure termali» rispetto ai pacchetti benessere generici, e leggere le etichette di classificazione delle acque per stabilire aspettative realistiche sul tipo di esperienza e sui benefici promessi.