Musica
Come nasce un successo: rotazioni radio, playlist e che cosa misurano davvero le classifiche FIMI
Passaggi radiofonici, playlist editoriali e certificazioni: la macchina che porta una canzone dalla pubblicazione al disco d'oro, spiegata numero per numero.

In questo articolo
- Dai singoli fisici ai download digitali e allo streaming
- Come la FIMI conteggia gli stream oggi: l'Economic Weighting Model
- Certificazioni: cosa significano “Oro” e “Platino” per i singoli
- Airplay radiofonico: cosa misura EarOne (e cosa no)
- Perché classifiche, radio e certificazioni non raccontano la stessa storia
- Il valore economico di una hit
Dai singoli fisici ai download digitali e allo streaming
Per capire come una canzone diventi una hit in Italia occorre conoscere la storia dei consumi musicali nel Paese. Un tempo, la popolarità di un singolo si misurava dal numero di copie fisiche vendute. Tuttavia, l'era dei singoli su CD fisico ha subito un declino tale che la principale associazione di categoria dell'industria discografica italiana, la Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI), ha abolito la classifica dei singoli fisici il 1° gennaio 2008. Al suo posto, la FIMI ha introdotto una classifica basata sui download digitali legali via internet e mobile.
Man mano che i download digitali diventavano la norma, si è evoluto anche il modo di assegnare le certificazioni musicali. Nel settembre 2014, l'Associazione Fonografici Italiani (AFI), che collabora con FIMI/NIQ per le certificazioni, ha modificato il proprio metodo. Invece di concentrarsi esclusivamente sulle vendite, l'AFI basa ora le certificazioni dei singoli su una combinazione di download digitali e dati di streaming. Le soglie iniziali erano fissate a 35.000 unità per la certificazione Oro e a 70.000 unità per la certificazione Platino, con ulteriori livelli di Platino e una soglia Diamante a 700.000 unità.
Tuttavia, la metodologia è cambiata nel tempo. A partire da gennaio 2022, la FIMI ha innalzato le soglie per le certificazioni dei singoli digitali. Una certificazione Oro richiede ora 50.000 "copie", mentre la certificazione Platino ne richiede 100.000. Anche gli ulteriori livelli di Platino sono stati riparametrati di conseguenza, con il 2×Platino che richiede 200.000 copie, il 3×Platino che ne richiede 300.000 e fino al 5×Platino che richiede 500.000 copie.
Come la FIMI conteggia gli stream oggi: l'Economic Weighting Model
L'ascesa dello streaming ha cambiato radicalmente il modo in cui la FIMI misura il successo di un brano. In base all'Economic Weighting Model applicato dalla FIMI, il contributo dello streaming alle classifiche si basa sul valore economico generato dai due formati di streaming predominanti: supportato da pubblicità (free) e in abbonamento (premium). Ciò significa che il solo numero di stream non determina la posizione in classifica o lo status di certificazione di un brano.
Al contrario, la FIMI assegna pesi diversi agli stream gratuiti e a quelli premium. Nel 2024, ad esempio, un singolo stream premium valeva quanto sette stream gratuiti. Questo rapporto riflette il valore economico che la FIMI attribuisce a ciascun tipo di stream. Anche il tasso di conversione tra stream e unità varia, con fonti diverse che riportano equivalenze differenti. Per esempio, un download digitale è stato equiparato a 180 stream premium o a 1.260 stream supportati da pubblicità. Ciò dimostra la complessità del processo di conversione e il modo in cui le diverse piattaforme e i diversi formati vengono ponderati nei calcoli della FIMI.
Certificazioni: cosa significano «Oro» e «Platino» per i singoli
Per i singoli, le certificazioni FIMI si basano su una combinazione di download e streaming audio/video premium. Per ottenere la certificazione Oro, un singolo deve superare le 100.000 unità. Per il Platino, la soglia è di oltre 200.000 unità, con ulteriori multipli di 200.000 richiesti per le certificazioni 2×, 3×, 4× e 5×Platino.
È importante notare che queste soglie si sono evolute nel tempo. Inizialmente, l'AFI certificava i singoli utilizzando soglie rispettivamente di 35.000 e 70.000 unità per l'Oro e il Platino. Tuttavia, con il passaggio allo streaming, queste soglie sono state innalzate. Nel 2022, la soglia per l'Oro è stata aumentata a 50.000 unità, mentre quella per il Platino è raddoppiata a 100.000 unità. Le soglie attuali riflettono la ponderazione economica applicata alle diverse tipologie di stream e download.
La pagina ufficiale delle certificazioni della FIMI conferma queste attuali soglie elevate, con l'Oro che richiede "oltre 100.000" unità e il Platino che richiede "oltre 200.000" unità. Le visualizzazioni video, i flussi radiofonici e gli stream inferiori a 30 secondi non vengono conteggiati ai fini dello status di certificazione di un brano. Inoltre, gli stream giornalieri per utente sono soggetti a tetti massimi stabiliti da ciascuna piattaforma, impedendo ulteriormente il gonfiamento artificiale delle certificazioni di un brano.
Airplay radiofonico: cosa misura EarOne (e cosa no)
Mentre i download digitali e lo streaming dominano sempre più il panorama musicale, l'airplay radiofonico resta un fattore importante per il successo di un brano. In Italia, EarOne gestisce un sistema completo di monitoraggio dell'airplay radiofonico. Rilevando i brani trasmessi da un campione rappresentativo fino a 200 emittenti radiofoniche, EarOne genera una serie di classifiche che offrono una panoramica di quanto frequentemente e con quale risalto i brani vengano passati nell'etere.
Il "chart share ponderato" di EarOne (weighted chart share) è una metrica che riflette il valore cumulativo della presenza di un brano in onda. In questa metrica, alla prima posizione nella classifica radiofonica Top 50 vengono assegnati 50 punti, mentre alla cinquantesima posizione viene assegnato 1 punto. Sommando questi punteggi settimanali, la metrica di chart share di EarOne fornisce un'indicazione di quali etichette stiano occupando le posizioni di maggior valore nell'etere. È importante notare che questa metrica non misura direttamente il reale pubblico di ascolto, bensì il peso cumulativo delle posizioni in classifica.
Perché classifiche, radio e certificazioni non raccontano la stessa storia
Si presume comunemente che il piazzamento di un brano nelle classifiche, la sua presenza nell'airplay radiofonico e il suo status di certificazione raccontino tutti una storia coerente sul suo successo. Tuttavia, uno sguardo più attento rivela che queste metriche forniscono in realtà tessere diverse dello stesso puzzle.
Le classifiche ufficiali della FIMI, stilate in collaborazione con GfK/NIQ, sono una misura del successo economico di un brano. Utilizzando un Economic Weighting Model che assegna valori differenti a download e stream gratuiti e premium, la FIMI mira a cogliere l'impatto economico della popolarità di un brano. Ciò significa che un brano con un maggior numero di stream gratuiti grezzi può comunque posizionarsi dietro a un brano con meno stream premium, ma di maggior valore economico.
L'airplay radiofonico, così come misurato da EarOne, offre una prospettiva diversa. Le classifiche di EarOne si concentrano sulla frequenza e sul risalto dei passaggi radiofonici di un brano attraverso un'ampia gamma di emittenti. Sebbene questo possa essere un indicatore della popolarità di una canzone, non è necessariamente correlato al suo status di certificazione o alla sua posizione in classifica. Una canzone può essere trasmessa frequentemente in radio ma non riuscire comunque a raggiungere un numero significativo di download o stream ponderati.
Le certificazioni, nel frattempo, sono una misura cumulativa del successo di un brano nel tempo. Un brano deve raggiungere specifiche soglie di unità ponderate per ottenere la certificazione Oro, Platino o superiore. Queste soglie sono state innalzate in risposta alla crescente importanza dello streaming nell'industria musicale, riflettendo il maggior numero di stream e download necessari per raggiungere lo stesso livello di successo economico delle vendite fisiche.
Il valore economico di una hit
In definitiva, capire come una canzone diventi una hit in Italia richiede una chiara comprensione del sistema di misurazione della FIMI, deliberatamente progettato per riflettere il valore economico generato dalla popolarità di un brano piuttosto che il numero grezzo di ascoltatori o la frequenza dei passaggi radiofonici. Con i download digitali e lo streaming che costituiscono ormai la base di classifiche e certificazioni, il numero di unità accumulate da un brano è una misura più significativa del suo successo rispetto al numero di volte in cui viene trasmesso in radio o riprodotto in streaming nel suo complesso.