Musica
Il palco di un festival: come si monta, si mixa e si smonta in quarantotto ore
Strutture, line array, ruoli della crew e cronoprogramma: il mestiere che trasforma un prato in un teatro e poi lo restituisce.

In questo articolo
Da un campo vuoto a un palco iconico in 48 ore. Una squadra altamente coordinata, rigorosi standard di sicurezza, regole di lavoro ottimizzate e ruoli audio specializzati consentono a un palco da festival di essere costruito, tarato e smontato.
Quando apre un festival, la tabella di marcia impeccabile e la squadra specializzata che trasformano uno spazio vuoto in un palco perfettamente funzionante in circa due giorni vengono date per scontate. Una squadra di rigger e macchinisti affronta l'allestimento del palco, mentre i tecnici del suono supervisionano l'installazione di chilometri di cablaggi in preparazione a un impianto audio che permette anche allo spettatore più lontano di vivere dal vivo le voci e gli strumenti degli artisti.
Dal campo vuoto alla griglia montata
Per l'allestimento, un processo tipico inizia con il montaggio dei sistemi di sospensione e del piano di calpestio. I rigger sfruttano i punti della griglia in acciaio della struttura per installare i tralicci e i motori a catena necessari a sollevare le strutture del palco da terra. La squadra del palco, intanto, costruisce la struttura fisica a terra, assemblando pedane, transenne e altre strutture tenendosi a distanza da qualsiasi manovra di rigging in corso. Questo flusso di lavoro simultaneo e orchestrato con cura permette di svolgere in parallelo i lavori strutturali e quelli del palco, spesso in zone verticali differenti e sotto la piena illuminazione del palco, accelerando drasticamente il processo di montaggio. Una volta posizionata l'infrastruttura adatta, le sezioni di traliccio in alluminio vengono assemblate a terra, per poi essere issate all'altezza di lavoro dai motori superiori.
La squadra dei tecnici del suono tiene d'occhio l'operazione di sollevamento, pronta a partire non appena i punti di ancoraggio e i motori sono in posizione sulla griglia strutturale.
Il programma di montaggio e smontaggio della squadra, compresi i severi requisiti di sicurezza, è vincolato a contratti di lavoro formalizzati. La squadra locale di una struttura — macchinisti, elettricisti e rigger — riceve di norma le convocazioni in formato 24 ore, con la richiesta di arrivare almeno 15 minuti prima delle prime mansioni programmate, così da compensare eventuali ritardi nel raggiungere il cantiere. Un intero palco può essere installato in circa due giorni, quindi è tassativo che tutti siano puntuali e al proprio posto. Gli accordi sindacali impongono che le chiamate per il personale tecnico e le attrezzature nelle strutture sindacalizzate vengano richieste con almeno 10 giorni lavorativi di anticipo rispetto all'inizio del montaggio. Le cancellazioni effettuate a meno di 12 ore dalla convocazione possono comportare sanzioni economiche.
La maggior parte delle convocazioni a breve termine prevede una durata minima di 4 ore, con una pausa pasto di 1 ora tra la quarta e la quinta ora, e una pausa di 15 minuti a metà di ciascun blocco di 4 ore. Ogni ingaggio che si estende su più giorni viene pianificato secondo uno schema di chiamate più piccole e più brevi. Ciò riduce al minimo l'affaticamento e massimizza l'investimento per le competenze specialistiche ingaggiate per un'installazione complessa.
Sul palco di un festival di medie dimensioni, è probabile che ci siano — anche se questo numero può aumentare drasticamente con le dimensioni della produzione.
Costruzione e sospensione dei line array
Mentre la griglia è in costruzione, viene allestito l'impianto audio. Il processo inizia con il tracciamento: un tecnico del suono esperto dispone i moduli a terra in ordine sistematico, etichettando ciascuno con la rispettiva posizione di rigging.
Questo viene fatto nell'ambito della valutazione dei rischi, affinché le squadre sappiano con certezza quanto peso viene distribuito su ciascuno dei punti di attacco e come tale carico si sposta man mano che si aggiungono i moduli. Una distribuzione equilibrata, unita a punti di attacco ridondanti e a punti di sollevamento multipli per ciascun modulo, garantisce che il sistema rimanga sicuro e saldo. I sistemi applicano comunemente un margine di sicurezza di almeno 5:1 al di sopra del "limite di carico di lavoro" (WLL) dichiarato. Questo è particolarmente importante per le installazioni permanenti, sebbene l'allestimento per festival e tournée sia protetto nello stesso modo.
Nella scelta di un punto di sollevamento entrano in gioco fattori quali visibilità, estetica, sicurezza, efficienza del flusso di lavoro, nonché durata e difficoltà di ogni tiro. Sebbene sollevamenti più pesanti possano causare un aumento significativo dei costi di manodopera e attrezzature, sospendere i carichi più vicino alla loro posizione finale, anche a costo di effettuare più tiri, tende a dare i risultati migliori. In generale, ogni sollevamento dovrebbe idealmente rimanere entro limiti gestibili e sicuri, e l'ingombro di ogni singolo modulo dovrebbe essere visibile a un addetto a terra.
Una volta completato il layout, il tecnico controlla tutta la ferramenta di rigging, dai perni e le clip di sicurezza ai telai di sospensione e ai grilli su ciascuno dei punti di connessione. Pesa il telaio, poi rimuove i moduli e costruisce i tralicci sottostanti. A poco a poco, erige la struttura dal basso verso l'alto.
Il primo modulo viene sollevato all'altezza di lavoro, quindi bloccato in posizione. I moduli successivi vengono issati nell'array con gli angoli di inclinazione previsti, in base al piano di copertura, utilizzando perni angolari dedicati e piastre di bloccaggio per garantire la ripetibilità. Gli angoli di splay variano solitamente da 0,5 a 3 gradi per modulo negli array a lunga gittata, e fino a 10 o 12 gradi per configurazioni a corta gittata.
Una volta completato il PA sospeso, il corpo dell'array viene bloccato con travi orizzontali che lo sostengono su più punti di sollevamento, e i tiranti vengono fissati dal traliccio sospeso a terra.
Durante il montaggio, un rigger è a disposizione per assistere, monitorare le condizioni del vento e intervenire all'istante se la situazione cambia e la struttura diventa insicura. A lavoro ultimato, i controlli si svolgeranno a cadenza oraria.
Chi fa cosa: FOH, monitor e system tech
Il team audio, come il resto della squadra del festival, ha ruoli definiti e flussi di lavoro consolidati.
Il System Engineer, noto eventualmente anche come Systems Tech, è responsabile della misurazione degli spazi tramite distanziometri laser, della mappatura di questi dati nel software di predizione dell'array e della supervisione dell'installazione e dell'allineamento dell'impianto PA. Questo ruolo specializzato fa da ponte tra la progettazione strutturale e quella acustica, utilizzando modelli informatici per ottimizzare la copertura e ridurre al minimo i rientri prima del montaggio fisico.
Il fonico di sala (FOH), invece, viene ingaggiato direttamente dall'artista o dalla band, e assume il ruolo creativo. Il suo obiettivo è tradurre la visione dell'artista, sul piano vocale e strumentale, nel suono percepito dal pubblico. Prende decisioni artistiche relative all'attrezzatura utilizzata, confrontandosi con il fonico di palco per le voci, il manager dell'artista, i backliner e l'artista stesso. La taratura viene eseguita prima dello spettacolo, affinché FOH e monitor possano esprimere al meglio il loro potenziale quando il pubblico entra nell'arena.
Il fonico di palco è responsabile dell'invio di tutte le voci e gli strumenti di ritorno a musicisti e cantanti, mentre il fonico di sala mixa per la platea. Restano coordinati, anche se il mix del monitor è radicalmente diverso da quello di sala. Ciò significa che possono avvicinarsi moltissimo al palco. Monitoreranno i ritorni e manterranno il volume sotto controllo affinché il pubblico non ne sia travolto. A volte ne servono due, uno per la band e uno per i cantanti.
Il tour di Kenny Chesney è un caso tipico: il fonico FOH Bryan Vasquez lavora al fianco del fonico monitor voci Phil Robinson e del fonico monitor band Bryan «Opie» Baxley. Ciascuno svolge il proprio lavoro in base all'acustica dell'ambiente e alle preferenze dell'artista.
Matt Naylor, il System Engineer, esegue la modellazione predittiva specifica per la location utilizzando il software LAPS di Electro-Voice, impostando i ritardi tra main, array laterali, front fill e subwoofer. Riceve una matrice stereo dal fonico FOH, sulla quale applicherà personalizzazioni per ogni sezione dell'array.
Coreografare la giornata: orari di chiamata e flusso della squadra
Una squadra del festival ben rodata che arriva e lascia la location agli orari giusti è fondamentale per il successo del processo. Gli orari di chiamata vengono rigorosamente comunicati nel formato 24 ore, di solito con del tempo extra previsto per raggiungere il posto, come stabilito da accordi contrattuali. Nel caso di una struttura sindacalizzata, le chiamate per il personale tecnico vengono in genere richieste con 10 giorni lavorativi di anticipo, e le cancellazioni effettuate a meno di 12 ore dalla convocazione possono comportare sanzioni economiche.
Al momento della chiamata, la squadra è tenuta a rendersi operativa entro 15 minuti. Le chiamate a breve termine durano in genere un minimo di 4 ore consecutive, con un'ulteriore pausa pasto di 1 ora al termine della quarta ora, e una pausa di 15 minuti da effettuare ogni 4 ore di lavoro.
La tabella di marcia è talmente rigida che una squadra che lavora su un periodo di 7 giorni avrà a disposizione il resto del programma prima dell'evento, così da poter pianificare di conseguenza il riposo e il tempo personale. È un impegno serio.
Nelle strutture non sindacalizzate gli orari di chiamata saranno più flessibili, ma l'esperienza della struttura con le squadre resterà comunque determinante nelle decisioni sull'allocazione del personale, sulle tempistiche e su un piano di emergenza nel caso in cui qualcosa vada storto. Questo garantisce di